So che può essere difficile immaginare cosa si faccia nei gruppi di crescita personale e terapeutici che conduco. In questo secondo post (che segue il precedente: parte 1) riporto altre 7 tematiche generali, ciascuna accompagnata da una domanda di autoesplorazione, con la speranza che possa esserti di aiuto.
8) Iper-cura e il “basta”
Quando la cura diventa iper-cura si rischia di consumare molte energie e, soprattutto, di perdere i confini nelle relazioni. Il diritto al limite come gesto di dignità e compassione verso se stessi, può aiutare ad affrontare le aspettative e ad aprire la strada a un sano “basta”, formulato con parole rispettose e chiare.
Domanda di autoesplorazione: c’è una situazione in cui un sano “basta” allevierebbe le mie difficoltà, senza mancare di rispetto al prossimo?
9) Appartenenza, fiducia e sostegno reciproco
Il gruppo è un campo che regola: ci si scopre rispecchiati, sostenuti, meno soli. “Non sono sola/o” diventa un’esperienza del corpo (respiro che si allarga, spalle che scendono, senso di sicurezza che aumenta), non solo un’idea.
Domanda di autoesplorazione: in quali momenti sento nel corpo che non sono sola/o?
10) Il corpo come bussola
Tachicardia, nodo alla gola, stomaco teso: i segnali fisici sono portatori di emozioni, messaggi che, se ascoltati, possono orientare scelte più consapevoli. Così, passare dall’“anestesia”, o desensibilizzazione, al sentire può essere un cambiamento profondo che si fa un passo alla volta: una micro-pausa, un respiro più profondo, dare un nome alle sensazioni, osservare i propri pensieri e immagini mentre si sta in contatto con il segnale fisico, sono solo alcuni esempi.
Domanda di autoesplorazione: quale segnale fisico mi sta parlando oggi e cosa mi chiede?
11) Respiro e grounding
Mano su cuore e pancia, piedi ben piantati a terra, intensità gestita con gradualità: strumenti semplici per restare presenti anche nelle esperienze difficili e non farsi travolgere.
Domanda di autoesplorazione: quale micro-pratica (30–60 secondi) conosco e voglio ricordarmi di usare quando vivo un’esperienza difficile?
12) Il silenzio che cura
Alcune pause non sono vuoti da riempire ma momenti di integrazione: lì le parole sedimentano, il corpo si riorganizza, l’esperienza trova una nuova forma.
Domanda di autoesplorazione: di fronte a un’emozione un po’ attivante, cosa accade se mi fermo e, per 60 secondi, resto in silenzio, semplicemente attendendo e osservandola, senza dover cambiare nulla?
13) Feedback sinceri e riparazioni
La franchezza gentile fa crescere: distinguere intenzione e impatto, prendersi responsabilità, riparare quando serve. Il legame diventa più affidabile proprio perché può dire la verità.
Domanda di autoesplorazione: quale messaggio vero devo a qualcuno, detto con gentilezza e responsabilità?
14) Maschile che sente
Quando un uomo si emoziona o si commuove, a volte genera sorpresa, anche in lui. Il gruppo offre la possibilità di normalizzare quel gesto e di farlo divenire risorsa relazionale, riconoscere il coraggio che vi è dietro e di scoprire che vi è una forza anche dietro la capacità di mostrarsi vulnerabile.
Domanda di autoesplorazione: quale emozione vorrei autorizzarmi a mostrare, senza giudicarmi, e con chi?
Il lavoro in gruppo è svolto nel massimo impegno del rispetto dei tempi di ciascun partecipante.
Vuoi capire se questo percorso fa per te?
Se desideri valutare se il gruppo è adatto alla tua situazione, scrivimi per un breve colloquio informativo senza impegno: info@micheleilaripsicologo.com.
Per orari, modalità, costi e iscrizioni: consulta la pagina “Gruppi di Crescita Personale e Terapeutici”.
Se non puoi nei giorni/orari attuali, indicami la tua disponibilità: se ci saranno più richieste, valuterò l’avvio di un nuovo gruppo.
Posti limitati per tutelare qualità e ascolto.